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«La prima volta in cui ho scoperto la morte… io, mia madre, mio padre, mia nonna e mio nonno stavamo viaggiando in auto attraverso il deserto all’alba. Un camion carico di Indiani aveva sbattuto contro un’altra auto o qualcos’altro: c’erano Indiani insanguinati che stavano morendo sparsi per tutta la strada. Ero solo un bambino e per questo dovetti restare in macchina mentre mio padre e mio nonno scesero a guardare. Tutto ciò che vidi fu una divertente vernice rossa e della gente distesa attorno, ma sapevo cosa stava succedendo, perché riuscivo a sentire i fremiti delle persone intorno a me, e all’improvviso capii che loro non sapevano più di me cosa stava accadendo. Quella fu la prima volta che ebbi paura… ed ebbi la sensazione, in quel momento, che le anime di quegli Indiani morti - forse una o due di esse - stavano correndomi intorno, ed entravano nella mia anima, e io ero come una spugna, pronto a sedermi là e assorbirle».
Con queste parole Jim Morrison narrò dell’incidente stradale cui assistette all’età di quasi cinque anni, quando nel 1947 attraversando il deserto del New Mexico in macchina con i genitori e i nonni, vide riversi sull’asfalto alcuni corpi senza vita degli indiani Navajo che occupavano un camion, ora fermo a bordo strada.
Durante tutta la sua carriera di poeta e cantante dei Doors, James Douglas Morrison farà riferimento a quest’evento come il momento in cui sentì cambiare la propria vita.. La prima volta in cui gli capitò di sperimentare (dal vivo), il sogno, la paura, la morte, la brezza dell’alba che trasportò in lui le anime senza vita degli indiani..
Ci siete tutti? Ci siete tutti? La Cerimonia sta per iniziare!



















































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